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    Al pais di Nuvlon
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    pais di nuvlon Pubblichiamo il testo integrale dell'artico di Franco Scabrosetti apparso su 'Il Popolo' il 4 marzo 2010 relativo al Comune di Casanova Lonati.

    Ripercorriamo la storia di questo piccolo e laborioso centro dell’Oltrepò Pavese, che è situato sulla destra del fiume Po ai piedi delle colline. Era signoria della famiglia Lonati da cui prende il nome. Apparteneva prima alla squadra poi al feudo di Broni, di cui seguì sempre le sorti dai Beccaria agli Arrigoni sino alla fine del feudalesimo.

    La fondazione
    Non si conosce con precisione la data di fondazione della località, tuttavia si può pensare che i primi insediamenti siano stati opera dei Liguri, che occupavano tutto il territorio dalla destra del Po fino al torrente Trebbia. La bonifica dell’area la si deve invece ai Romani, che costruirono anche una strada, ancora oggi praticabile, che si innestava sulla via Emilia in prossimità di Camillomagus (oggi Broni) e permetteva di raggiungere facilmente Clastidium (Casteggio) e Placentia (Piacenza). La prima traccia di Casanova si trova su una mappa del 1654, entre in precedenza era riportata solo la località di “Baselica Stefani”, situata in prossimità del torrente Scuropasso, nella zona dove oggi sorge il cimitero di Albaredo.

    Geografia
    Il nome Casanova è tipico di un’area bonificata. La zona, bagnata dal torrente Scuropasso e dal Po, era sicuramente acquitrinosa e ricca di vegetazione palustre. L’assenza di terrazzati faceva sì che il grande fiume inondasse spesso l’intera zona. Anche negli anni seguenti alla bonifica, gli abitanti dovettero fare i conti con l’impeto delle acque. A causa di un’alluvione, il torrente Scuropasso cambiò percorso, passando ad ovest di Baselica ed avvicinandosi al territorio di Casanova. Tra il 1654 ed il 1786 un nuovo cambiamento lo portò a passare ad ovest del paese. I Lonati Nel 1386, Casanova venne data in feudo al marchese Bernardo de Lonati, un cavaliere fedelissimo del duca Gian Galeazzo Visconti. Dopo questa investitura, al nome Casanova si aggiunse de Lonati e negli atti degli anni successivi comparve la dicitura Casanova de Lonati. La perdita della particella “de” avviene dopo la rivoluzione francese. Molto probabilmente in un testamento del 14 gennaio 1420, Bernardo De Lonati stabilì che il suo possedimento sarebbe passato ai figli Francesco, Giacomo e Paolo. Il 1° febbraio 1550 la famiglia Lonati diede in locazione ai Canevari i beni appartenenti alla tenuta di Casanova.

    Gli Arrigoni
    Casanova era un feudo molto piccolo e, come altri della zona, dipendeva dal feudo principale di Broni. Il 24 maggio 1528 l’imperatore Carlo V affidava a Pietro Paolo Arrigoni il potere assoluto su Broni ed i suoi territori. Tre anni più tardi sono i fratelli Galeazzo e Gaspare Arrigoni a diventare feudatari di Broni e del suo territorio, che comprendeva Baselica, Bottarolo, Barbianello, Casanova de Lonati, Castelletto de Buschis (l’attuale Busca), Cascina Valle, Campospinoso, San Cipriano, Cascina Cantarana, Montarco, Pegorara e Vescovera.

    I Candiani-Beccaria
    Tra le nove famiglie nobili che abitavano Casanova all’epoca una particolare citazione merita la famiglia Candiani-Beccaria, che possedeva tre palazzi. In uno di essi, verso la fine del ’700, Giovanni Battista Candiani fece erigere una piccola cappella dedicata a Sant’Eurosia e alla Madonna della Neve. Ancora oggi la piccola chiesetta ospita le funzioni religiose del paese. Al suo interno era presente un piccolo balconcino, dal quale i proprietari dell’edificio potevano assistere alle funzioni. Con la successiva ristrutturazione il balconcino è stato chiuso. L’ultima discente della nobile famiglia fu Isabella Candiani vedova Fabbri, che morì nel 1866 e, non avendo eredi diretti, lasciò il possedimento di Casanova ai nipoti Luigi e Carlo Porta di Milano. Secondo quanto stabilito nel suo testamento, Donna Isabella venne probabilmente sepolta nella cappella, dove esiste una tomba, che però è vuota. La salma è stata evidentemente traslata nel cimitero del paese, costruito agli inizi del 1900.

    L’economia
    Sino alla conclusione del secondo conflitto mondiale l’economia del paese era basata essenzialmente sull’agricoltura: il 60% delle terre era destinato alla coltivazione dei cereali, ne venivano prodotti tra i 18 e i 20 quintali per ettaro. Con l’introduzione della motorizzazione e dei fertilizzanti chimici, la produzione aumentò considerevolmente: tra i 45 ed i 60 quintali per ettaro. Un’altra coltura diffusissima era quella del granoturco, che serviva principalmente per uso alimentare. Oggi, questa coltivazione è sensibilmente diminuita ed il prodotto viene utilizzato prevalentemente come foraggio per il bestiame. Anche la produzione vinicola, un tempo abbastanza fiorente, e la bachicoltura sono state abbandonate. Nel 2007, con la chiusura dello zuccherificio di Casei Gerola, la produzione di barbabietole, che aveva rimpiazzato la vite, ha subito un brusco arresto. Le poche aziende artigianali presenti negli anni ’30 sono state sostituite da un laboratorio di analisi e da piccole industrie meccaniche che occupano un discreto numero di dipendenti provenienti anche dai centri limitrofi. Questo determina un discreto benessere fra la popolazione e le numerose villette singole e condominiali sorte negli ultimi anni ne sono testimonianza. Casanova nel secolo scorso contava 655 abitanti, soprattutto agricoltori; dal censimento del 2001 ne risultano solo 427, ma ultimamente la popolazione è aumentata grazie alla presenza di immigrati e alla crescita del tasso di natalità.

    Eventi e manifestazioni
    La festa patronale era dedicata originariamente alla Madonna del Carmine. A partire dal 1857 si ricorda invece l’inaugurazione dell’altare maggiore della chiesa di Baselica Stefanone, che è la sede parrocchiale della comunità cristiana di Casanova Lonati. “Al Dì dlà Festa”, che si tiene la terza domenica di settembre, era considerata una delle manifestazioni più importanti della zona dell’Oltrepò Pavese che si trova tra il grande fiume e Broni. Oltre alla tradizionale balera in piazza, veniva allestita un’importante fiera e le vie del paese erano animate da giochi popolari. Dopo un periodo d’oro (grossomodo fino al 1975) la festa viene messa nel cassetto e viene ripristinata solo negli ultimi anni grazie ai ragazzi dell’oratorio Santa Maria della Neve e Sant’Eurosia. Dal 1993 i giovani organizzano in collaborazione col Comune la manifestazione. Nel 2009 per i vent’anni di attività dell’oratorio è stato introdotto il “Palio delle tre Strade”, che vede sfidarsi in varie competizioni tre rioni. Ogni gara assegna dei punti che permettono di stilare una classifica. Il premio è un drappo sul quale viene scritto il nome dei vincitori e rimane in loro possesso sino alla successiva edizione. Compagnia Teatrale Nel 1997 nasce il Teatro ABC che sta per Albaredo, Baselica e Casanova Lonati. L’idea iniziale del parroco e di Davide Rovati è quella di coinvolgere i bambini del catechismo dei tre piccoli centri, ma col passare del tempo si compie il salto di qualità: nasce una vera e propria compagnia dialettale, che coinvolge ragazzi di ogni età. Visto il crescente successo degli spettacoli proposti, si decide negli ultimi anni di chiedere ospitalità al vicino Oratorio “De Tommasi” di Broni, dove c’è un teatro capiente in grado di ospitare il sempre più numeroso pubblico.

    Associazionismo
    L’AUSER opera a Casanova da quattro anni. è una onlus, presente su tutto il territorio nazionale, che si occupa dell’assistenza e del trasporto degli anziani. L’amministrazione comunale mette a sua disposizione una sala per le riunioni e un’autovettura. L’AC Lonatese nasce nel 1993 e da allora partecipa al campionato di calcio del CSI di Pavia. Il presidente è Ferninando Riviezzi. Segnaliamo anche la nascente Pro Loco. “Il Comune di Casanova – ricorda il sindaco Matteo Saviotti – fa parte dell’Unione Valle del Po assieme a Barbianello e Pinarolo. Insieme questi tre centri intendono migliorare i serviziofferti alla popolazione”.CASANOVA LONATIal “pais di nuvlon”

    Ultima revisione: 08/04/2010
     

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